Progetto Demos: "Dalla necessitÓ alla Virt¨"

UNA VITA IN UNA SCATOLA

Patrizia Casaccia

 

    Piano, piano, si apre il coperchio di una scatola conservata da qualche tempo in un armadio.

    Ci sono cose appartenute a una persona che non c’è più e, rovistando fra i vari oggetti, si vedono scorrere le immagini di un film di una vita vissuta intensamente.

   Le fotografie testimoniano un’infanzia e una gioventù piena di gioie e soddisfazioni ma poi situazioni avverse hanno mutato il corso della vita; nella scatola sono stati conservati dei frammenti salienti che stanno a indicare come gli eventi possano mutare il destino di ognuno.

   Ecco la carta d’identità col timbro dell’era fascista, un foglio da ricamo datato 1937 allegato alla rivista Mani di Fata, una moneta da 5 lire del 1955, i negativi di foto conservati nelle loro bustine dei fotografi di allora: Vanni e Sebastiani, i ricordini degli amici e parenti defunti, un vecchio libretto con i codici di avviamento postali, le cartoline di figli e nipoti inviate durante le vacanze estive, una scatolina con una raccolta punti di Mira Lanza, un cavalluccio marino imbalsamato, delle spille di bigiotteria.

   Emerge un libretto di risparmio che, visto le somme depositate, fa capire con quanti sacrifici si mettevano da parte pochi soldi per poter fare il gruzzoletto per le occasioni speciali o in caso di malattie. Però evidenzia anche che i sacrifici venivano premiati dalla somma dell’interesse elargito che era superiore a quello che oggi, le banche, danno ai fedeli clienti.

   Dentro ad una scatola decorata sono conservate cuffiette da neonato, ricordi di un bimbo morto dopo pochi mesi dalla nascita; guanti bianchi usati per la comunione, fazzoletti di fine stoffa ricamati a mano forse dalla stessa proprietaria quando si andava a scuola dalle suore per imparare l’arte del cucito e del ricamo.

   Le letterine di Natale dei figli conservate per ogni anno ma che dicevano sempre le stesse cose: la promessa di essere più buono, di prendere bei voti a scuola, di volere tanto bene ai genitori.

  Le pagelle, di colore verdino, che riportavano ogni singolo voto per tutte le materie e che evidenziano come la matematica sia stata sempre una materia ostica a dispetto del tempo che passa.

   In una piccola busta trasparente sbucano due incarti di caramelle con la scritta: ti voglio bene. Sarà stato un regalino per una festa della mamma? Chi l’ha conservato deve aver molto apprezzato il regalo tanto da custodirne l’involucro.

   In questi giorni si stanno vivendo momenti insicuri perché si deve affrontare un nemico subdolo e nuovo ma la forza di chi ha fronteggiato la guerra, la povertà, l’ignoranza, ci deve dare il coraggio per superare gli ostacoli senza dimenticare, però, che quello che stiamo vivendo è una lezione di vita.


  pubblicato il 24/03/2020
  Patrizia Casaccia,

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