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BANDO PER LA QUINTA EDIZIONE DEL CONCORSO FOTOGRAFICO

Città di Giulianova

ASSOCIAZIONE CULTURALE DEMOS

BANDO DELLA 5^ EDIZIONE CONCORSO FOTOGRAFICO

Città di Giulianova

Si bandisce un Concorso Fotografico promosso dall’ Associazione Culturale DEMOS , in collaborazione con la Consulta degli Eventi , rivolto a tutti gli  appassionati di fotografia avente per oggetto:

“ LE FORME DELLA NATURA ”

  • Protezione e Tutela -

SPECIFICHE DEL TEMA PROPOSTO:

L'Associazione Culturale Demos, associazione di promozione sociale, la diffusione dei principi di democrazia partecipativa, inclusiva, dialogica e dello sviluppo sostenibile, ritiene che un corollario naturale della propria attività sia costituito dalla condivisione delle tematiche ambientali e delle risorse naturali. Tra queste, di stringente attualità, la tutela e protezione  dell'ambiente "casa comune" di tutti. In quest'ottica il tema della 5^ Edizione del Concorso Fotografico sarà: "LE FORME DELLA NATURA - PROTEZIONE E TUTELA". Si intende così promuovere una particolare sensibilizzazione dei concorrenti, estimatori e pubblico. Verranno, pertanto, presi in particolare considerazione quegli scatti che pur nell'ottica generale delle immagini della natura, privilegeranno la tematica in questione (ad es.: parchi e riserve naturali, stato degli specchi d'acqua coinvolti dai cambiamenti climatici, fauna a rischio, flora protetta, ecc.).

REGOLAMENTO DEL CONCORSO

La partecipazione è individuale o di gruppo, nel qual caso dovrà essere indicato un capogruppo come rappresentante. L’iscrizione è di € 10,00, da versare a:

Associazione culturale DEMOS, conto corrente BancoPosta Iban n. IT09R0760115300001040394650.

I partecipanti dovranno spedire per posta elettronica all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  entro il  30 GIUGNO 2019:

  • Da un MIN. di 3 a un MAX di 5 FOTO, in formato jpg, risoluzione minima 2400x3600,
  • SCHEDA DI PARTECIPAZIONE, allegata al presente bando, debitamente compilata riportante il titolo degli scatti presentati e una breve descrizione, che saranno lette al pubblico la sera della premiazione nel momento in cui le foto verranno proiettate su schermo gigante.
  • ESTREMI DEL VERSAMENTO ( o copia della ricevuta), relativi alla quota d’iscrizione.

Tutte le foto pervenute saranno vagliate da una giuria di esperti, designata dall’ Organizzatore, che deciderà quali scegliere per la stampa su tela avente dimensioni di cm. 50X70/75 (max 50). Non saranno accettate foto prive delle caratteristiche sopra indicate o fuori formato. Parimenti non verranno prese in considerazione foto scattate con cellulare ( a pena di esclusione).

La stessa giuria, il cui giudizio è insindacabile e inappellabile, proclamerà  vincitori i primi tre classificati, che verranno premiati nella serata del 28 LUGLIO 2019.

Ai vincitori del Concorso fotografico verranno assegnate in premio nr. 3 CARD della catena di elettronica Media World, valide 2 anni e spendibili  in tutti i punti vendita d'Italia per qualsiasi bene.

Anche per acquisti on line e per pagamenti parziali ( a scalare).

Così suddivise:

1° PREMIO - EURO  200  

2° PREMIO  - EURO   150

3° PREMIO  - EURO   100 .

Ovviamente a tutti i partecipanti sarà rilasciato Attestato ufficiale di partecipazione al " CONCORSO FOTOGRAFICO NAZIONALE " Città di Giulianova ".

 

I premi e/o attestati potranno essere ritirati, in assenza del partecipante, anche da persona delegata. In caso contrario sarà cura dell’ Organizzazione  far pervenire il premio al domicilio specificato nella domanda di partecipazione.

L’ Associazione Culturale DEMOS, si riserva di pubblicizzare i lavori pervenuti nelle forme che riterrà opportune, compresa la divulgazione radio-televisiva o a mezzo stampa. Le foto stampate su tela diverranno di esclusiva acquisizione di DEMOS, che si riserva di esporle, anche in eventuali mostre itineranti e, comunque, di farne un uso consòno  agli scopi culturali e benefici dell’iniziativa, nonché dei propri fini statutari.. Pertanto con l’invio della domanda di partecipazione, si intende automaticamente rilasciata la liberatoria dell’autore. Le foto saranno pubblicate, successivamente, sul sito del turismo nel portale del Comune di Giulianova e sulla pagina FB della DEMOS..

La partecipazione al concorso implica l’incondizionata accettazione, da parte del concorrente, di tutte le norme contenute nel presente Bando, nonché il consenso per l’utilizzo dei propri dati personali ai sensi del DDLL 196/2003.

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Pubblichiamo il resoconto del progetto "deliberiamoci ancora" conseguente a un incarico conferito nel 2013 all'Associazione Demos per la realizzazione dei Comitati di Quartiere eletti il 6 luglio 2013. Tale prospetto riepilogativo è stato pubblicato sul sito Demos per circa 5 anni. Ora si ritiene opportuno tornare a pubblicarlo.

 

prospetto deliberiamoci ancora

i pagamenti sono stati eseguiti tutti direttamente dal Comune, non un euro è stato incassato dall'Associazione Demos. I pagamenti mancanti riguardano il rimborso spese dei volontari Demos che dal Comune non sono mai stati pagati"

Il Presiente dell'Associazione Demsos

Prof. Carlo Di Marco

 

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PRESENTAZIONE DEL LIBRO

LA PARTECIPAZIONE POPOLARE E LA CRISI DELLA SOVRANITA' NEL QUADRO EURO-GLOBALE.

Le sfide del multiculturalismo

presentazione

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Di Marco Carlo prof 

di Carlo Di Marco

   Leggiamo sulla stampa, tutti i giorni, delle grandi manovre in atto per la formazione delle liste elettorali a livello regionale e locale. Tutti gli schieramenti si muovono in un modo o nell’altro per trovare soluzioni vincenti. Manovre litigiose, che compongono e scompongono alleanze, mostrano nuovi personaggi che ripropongono vecchi soggetti (stavolta un po’ defilati, quasi che la gente sia cieca). Tutti tesi a proporre liste “civiche” secondo una concezione strana, se non truffaldina, del “civismo”.

   La sceneggiatura è la stessa: sia per la scadenza elettorale regionale che per quella della Città Giulianova (il più grosso Comune della Provincia di Teramo dove a maggio si voterà), ma le riflessioni che vengono più spontanee dovrebbero far riflettere questa classe politica tanto indaffarata quanto poco originale, prevedibile e autoreferenziale come non mai. La prima è la seguente: tutto questo trambusto punta solo a dividersi fra vari contendenti, la maggioranza dei consensi dei cittadini che ancora esprimeranno un voto valido. Vero è che alle ultime elezioni regionali del 2014 si ebbe un recupero del non voto di circa 8 punti rispetto al 2008, in quanto il dato sulla partecipazione elettorale passava del 53% del 2008 al 61,7%, ma si trattava, in effetti, di un’eccezione sulla regola dell’aumento costante del non voto (della quale, pure, va preso atto). La partecipazione al voto del 1970, infatti, in Abruzzo fece registrare l’85%. Si parla, inoltre, di dati sulla partecipazione al voto, non dell’espressione di voti validi. A quel 39% (circa) di voti non espressi, bisogna aggiungere le percentuali di voti nulli e di schede bianche. Dunque, la percentuale del non voto (voti non espressi, più bianche e nulle), nelle elezioni abruzzesi del 2014 si attestava intorno al 41%. Non molto diversa la situazione a Giulianova. Qui si passa da una partecipazione elettorale del 73,2% (al primo turno) del 2009 (inferiore di quasi 5 punti rispetto al dato precedente), a una perdita di altri due punti nel 2014, senza contare schede bianche e schede nulle. Una percentuale di non voto che si aggira intorno al 30%. La bagarre elettoralistica di chi sopra parlavamo, pertanto, è tutta tesa alla spartizione di quel che resta della fiducia degli elettori. Né questa classe politica mostra di avere molto a cuore le motivazioni più profonde di questa caduta inesorabile e continua di speranza dei cittadini.

   Altra considerazione di rilievo sorge osservando questo dilagante “civismo” di facciata. Sembra che i simboli dei partiti tradizionali (specie negli schieramenti del c.d. “centro-sinistra”) saranno ammainati o saranno semplicemente un po’ nascosti. Non la stessa cosa per i personaggi che, pe lo più, saranno sempre gli stessi. Vero che ci saranno anche facce nuove, ma quelle vecchie staranno ancora lì a perpetuare vecchi metodi e vecchie logiche autoreferenziali e di potere. Questi allegri replicanti possono solo sperare che i cittadini non se ne accorgano (chi crede che la gente sia scema?), ma anche a questo sarà dovuto, cari loro, il prossimo aumento delle percentuali del non voto. Si ripropone, infatti, con altri termini e modi, il déjà vu: il vecchio sistema dei partiti falsamente e malamente mascherato.

   La nostra analisi, come si vede, parte dal “non voto! Che è il vero vincitore di tutte le più recenti consultazioni elettorali di ogni livello: politiche, regionali o locali; al contempo, l’indice più significativo della cronica divaricazione fra politica e società reale. Non così l’approccio della classe politica locale e regionale di questo momento storico, poiché questa non intende dare una prova di grande discontinuità con il passato. In quello che è definito il centro-sinistra, poi, la classe politica diventa sempre più schumpeteriana e sempre meno gramsciana, partendo da leaders, capi, accordi sottobanco e promesse di poltroncine di “sopravvivenza” come è stato nel recente passato.

   Eppure, chi si riempie la bocca in campagna elettorale di democrazia e partecipazione, avrebbe potuto cambiare tutto, ma vi è una dicotomia che sembra grande come il mare!

   Prendendo spunto dalle pratiche deliberative della democrazia partecipativa da una parte e l’esperienza del Comune di Giulianova (Comune che abbiamo preso ad esempio), dall’altra, infatti, tale dicotomia si manifesta palesemente. In questo comune vi sono tutte le premesse e qualche esperienza. Qui il Consiglio comunale, a partire dal 2009, ha gradualmente approvato modifiche allo Statuto e regolamenti di grande lungimiranza, atti a promuovere e facilitare tali pratiche, e questo depone a favore della classe politica giuliese che poi se ne è dimenticata, purtroppo, e questo lo abbiamo detto più volte (la dicotomia). Ma questo precedente ha creato una attività di democrazia che è entrata in parte nella cultura politica locale, e allora la domanda è: le forze politiche di questa Città non avrebbero potuto ripartire da questo per esperimentare un cambiamento epocale della politica come avvenuto in altre parti da oltre venticinque anni (v. Grottammare)?

   Come si poteva fare? C’era bisogno solo di volontà politica. Si poteva partire da un gruppo di volontari (15 o 20) incandidabili (così avremmo abolito i leaders precostituiti), privi di qualsiasi incarico dirigente di partito, con il solo ruolo di facilitatori del processo partecipativo. Essi avrebbero promosso una serie di assemblee pubbliche di cittadini in tre turni (fasi) nell’arco di sei mesi: la prima per raccogliere in ogni quartiere, caseggiato o frazione le esigenze delle piccole e medie collettività; la seconda per riportare nelle assemblee una bozza di programma derivante dalla prima fase; la terza per il dibattito e l’approvazione popolare delle candidature (compresa quella del Sindaco) in una lista formata sulla base di autocandidature dei cittadini. Ecco come si sarebbe formata una lista veramente civica! Passando la parola, per una volta, a chi non ha voce. Possiamo chiamarle anche “primarie”, ma queste sono primarie “di popolo”. In esse non si portano nelle assemblee cittadine programmi, liste e candidati precostituiti: sono le Assemblee, al contrario, che propongono, discutono e decidono.

   I Comitati di Quartiere non avrebbero potuto avere un ruolo in questo percorso: essi nascono e svolgono attività di promozione della partecipazione nei confronti del potere politico/amministrativo una volta costituitosi, ma i partiti politici si! Anzi, così facendo, questi avrebbero potuto davvero dare un segnale di grande discontinuità dimostrando che la politica può venire “dal basso”. E tentare così, finalmente, la riconquista della fiducia dei cittadini.

   Non accadrà nulla di tutto questo: non vi è stata una sola dichiarazione in questo senso. La classe politica riproduce se stessa e la sua autoreferenzialità, senza alcun ripensamento, ma i suoi esponenti continueranno a riempirsi la bocca di partecipazione popolare, di inclusione degli altri e di governo dei cittadini, sapendo bene che questi valori, in realtà, non entreranno nella loro etica fino a quando non lo decederanno veramente come a Grottammare. Sino a quel momento, tali principi resteranno nelle pagine della ricerca umanistica e nelle esperienze concrete che volontariamente si riusciranno a manifestare da sole a prescindere dai partiti.

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DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA E CANDIDATI SINDACI. NE PARLIAMO CON LORO IN 20 MINUTI

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di Carlo Di Marco

MEETING

 

      Si è tenuto il primo Meeting a cui tenevamo così tanto. Si è svolto in una Sala Buozzi piena a Giulianova il 17 novembre 2018 dalle 18,00 alle 20,30. Hanno partecipato rappresentanti di molti comitati di base cittadini (quartieri e frazioni) della Provincia di Teramo, singoli cittadini, una folta rappresentanza dell'Associazione Cittadinanza Attiva di Teramo e Roseto. Abbiamo avuto la visita (graditissima) del nuovo eletto Presidente della Provincia di Teramo Diego Di Bonaventura che ci ha onorati di un suo saluto augurale. Poi il Meeting si è aperto con due brevi relazioni introduttive della Prof.ssa Fiammetta Ricci, docente di Etica Pubblica e del Prof. Carlo Di Marco, docente di Istituzioni di Diritto Pubblico, entrambi nell'Uiversità degli Studi di Teramo ed entrambi fondatori dell'Associazione Demos. Il Dibattito, ricco e articolato, è stato condotto dalla Prof.ssa Mariarosaria Armenio, Vicepresidente e fondatrice dell'Associazione.

   L’assenza delle istituzioni locali, per noi, è stata significativa perché l'evento si è svolto in una città "simbolo" dell'innovazione normativa volta alla partecipazione popolare. A Giulianova, come è noto, il Consiglio comunale, in dieci anni, nell'ordine, ha modificato, ammodernato e rinnovato lo Statuto comunale introducendo istituti di democrazia partecipativa mai visti: referendum consultivo, propositivo e abrogativo, Consulte, Consiglio comunale dei ragazzi e dei bambini, Forum dei cittadini, proposte di iniziativa popolare, Comitati di quartiere eletti a suffragio universale; approvato e più volte modificato su iniziativa dei quartieri un regolamento organico sulla democrazia partecipativa; promosso e finanziato l’iter di formazione ed elezione dei comitati di Quartiere a suffragio universale; istituita la Consulta per la democrazia partecipativa; approvato un regolamento sulla cura e rigenerazione dei beni comuni precorrendo i tempi delle recenti innovazioni legislative sul c.d. “baratto amministrativo”. Tuttavia, in tempo di commissariamento, all’evento erano presenti (significativamente) l’ex assessore alla democrazia partecipativa Fabrice Ruffini e l’ex Presidente della Consulta per la democrazia partecipativa Luciano Crescentini, ma ci aspettavamo anche la presenza dell’ex Sindaco, di responsabili dei partiti dell’ex maggioranza, di un capogruppo di opposizione. Insomma, di qualche esponente di quella classe politica locale che queste innovazioni normative in dieci anni le ha volute.

   Ma non ci siamo strappati le vesti. Anzi, queste assenze ce le aspettavamo e il confronto fra realtà di quartiere che oramai da anni fanno a meno del sistema dei partiti pur non muovendosi in senso ad esso ostile, c’è stato ed ha volato alto. Come incidere sulle scelte delle amministrazioni locali? con quali strumenti organizzativi? e, soprattutto, come restare autonomi dai giochi autoreferenziali di un sistema dei partiti sempre più lontano dalle persone e dai problemi reali? Questi sono stati i temi su cui si è sviluppato il dibattito. Le assenze sopra segnalate fanno capire che laddove i partiti di potere promuovono strumenti di democrazia senza funzionalizzarli investendoci realmente, fanno solo demagogia. Vero è, tuttavia, che si tratta di una verità contraddittoria: i rappresentanti istituzionali presenti hanno dato prova che la partita di questo gioco non è chiusa. La politica può cambiare e i percorsi che ora appaiono privi di sbocco si possono aprire se le organizzazione di base trovano il necessario coordinamento e i giusti orientamenti da offrire principalmente ai poteri locali. E se i partiti ritrovano la strada del legame con la società civile, smarrita da troppo tempo, ma rintracciabile facilmente se si riparte dalle persone e dalla Costituzione.

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